IL GIOVANE KONDI

Voi fate come volete. Io sono a mio agio a non essere a mio agio.

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Utente: kondi
There is no dark side of the moon, really. Matter of fact, it's all dark.

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alla fine...

mi avete amato *loading* volte
lunedì, 27 luglio 2009



Sabato sera a lavoro Bea mi chiede Sei incazzato, Fra? e io senza tentennare dico sì. Lei mi dice È mica per qualcosa che ho detto? Sai che io sono un po' così ma non lo faccio con cattiveria e io Ma no Bea figurati, è il telefono che mi fa incazzare. Ma alla fine basta questa scena a farmi stare meglio, a farmi capire che non con tutte le persone è difficile avere a che fare. Che esistono rapporti umani in cui si dà e si riceve.

Poi un bel po' di ore dopo sono ai Murazzi (ciò che tutto il mondo a noi torinesi ci invidia) ed è l'alba. Due ragazzi (che per comodità narrativa chiameremo Tom e Jerry) si tuffano nel Po. Tom nuota fino all'altra sponda e quando la raggiunge si spoglia nudo ed inizia a saltare esultando. Nudo col pisello di fuori. Ovazioni e boati tra la gente dalla mia sponda del fiume. Jerry invece è fermo in mezzo all'acqua, a metà tra le due rive. Forse vuole tornare indietro, ma io penso che la distanza che lo separa tra la ritirata e l'amico trionfante è la stessa. Cosa deciderà?, penso.
Mentre Tom si rimette le mutande e torna di nuovo a nuoto verso di noi, Jerry raggiunge finalmente la sponda opposta. Tom prende le sue ovazioni anche al ritorno, Jerry raggiunge l'altra riva e così bagnato va via, uscendo in silenzio da questo racconto.

Qualche minuto prima di questa scena avevo incontrato Irene e avevamo chiacchierato anche un po'. Ogni volta che la vedo penso che me la ricordo più alta.
Forse sono io che cresco.
urlato con poesia da: kondi alle ore 15:12 | link | commenti (2)
giovedì, 23 luglio 2009



Mia madre mi ha preso dei calzini nuovi.

Sono dei calzini della Reebok ma mia madre non vuole farmeli usare che dice che sono per quando vado a Barcellona.

Perchè io a settembre, non so se ve l'ho detto, mi trasferisco a Barcellona.

Come dicevo prima, mia madre mi ha già preso dei calzini nuovi per quando parto. Ma la roba da restarci secchi è che non ho saputo che mi aveva preso questi calzini della Reebok se non quando sono rimasto un giorno senza calzini puliti.

E anche se le ho detto Dai fammeli usare lei niente, è stata categorica, perchè mi serviranno poi da settembre.

Piuttosto ora dentro le scarpe ci metto i piedi scalzi.
urlato con poesia da: kondi alle ore 16:42 | link | commenti (4)
giovedì, 16 luglio 2009



Non sopporto chi mi racconta i sogni che fa di notte. Di solito sto zitto e ascolto, ma sappiate che è una cosa che mi annoia a morte.
Mi scuserete, quindi, se ve ne racconto uno io. Mi scuserete soprattutto perchè queste cose che ora vi racconto non le ho davvero sognate: dicesi artificio letterario.

In questo sogno andavamo in un posto ed eravamo con due macchine, e una era il mio Pandino. Non conoscevo la strada e quindi dovevo seguire l'altra macchina. E faticavo, ché l'altra macchina era più veloce e più nuova, a stare dietro. Ma in fondo sapevo che da davanti qualcuno mi seguiva nello specchietto retrovisore, che mai mi avrebbero lasciato indietro. Perchè prima o poi saremmo arrivati da qualche parte insieme.

Allo stesso modo tu mi hai sempre sempre sempre camminato davanti. E io ho sempre pensato mi avresti aspettato, tu mi hai sempre fatto pensare mi avresti aspettato. E io ho sempre pensato andassimo nella stessa direzione, tu mi hai sempre fatto pensare che la direzione fosse la stessa.

Ma non era così, e alla fine per raggiungerti ti ho dovuto affiancare nel punto più basso e più buio.

Con te, finalmente, nella merda.
urlato con poesia da: kondi alle ore 14:01 | link | commenti (13)
sabato, 11 luglio 2009



Premessa: la scorsa settimana hanno arrestato un mio amico. Quando l'ho detto a mia madre al telefono lei mi ha chiesto: droga o politica? Politica, ma', ho detto io.
E quindi ieri sera c'è stato un corteo e quindi io ci sono andato (il primo quindi è legato alla parola politica, il secondo alla parola amico).

La cosa che mi ha lasciato secco è che al corteo c'erano i tipi che vendevano le birre, quelli dei festival musicali. Con sopra l'ombrello colorato e dietro la scia benzinosa (che a me poi piace pure l'odore di benzina). Come a un qualunque altro evento mondano, d'altronde.
La cosa che mi ha lasciato ancora di più secco è che, sai quando vai in corteo e poi ti chiedono Con chi hai sfilato?, io ieri penso di aver sfilato con i vendibirra, che erano probabilmente le persone che sentivo più vicine a me. Forse sono un qualunquista ma, tra la politica degli slogan che arriva ad insultare il procuratore Caselli e dei cinquantenni ubriachi che intonano canzoni napoletane, preferisco di gran lunga questi ultimi.

Però nei momenti di difficoltà si dovrebbe stare vicino agli amici, e allora ieri io, nonostante tutto, ero lì per Mauro.
Solo una cosa: dovesse mai capitare a me non cantate, non divertitevi. Mi piacerebbe fosse una specie di funerale. La colpa non sarebbe di nessuno e tutti andreste dietro un camioncino che trasmette senza interruzioni Can't help falling in love with you di Elvis.

Ma io non sarò arrestato, chè la cosa più provocatoria che riesco a dire è che in fondo Schindler non era stato politicamente coerente.
urlato con poesia da: kondi alle ore 15:17 | link | commenti (6)
domenica, 05 luglio 2009



Per farti capire meglio il mio ragionamento, mi dice Toni, pensa a una rapina. Chi fa la rapina è un pazzo criminale; chi fa da palo è invece doppiamente pazzo e doppiamente criminale. Infatti, giuridicamente, sconterà una pena maggiore.

E allora io penso: pensa se quello che fa il palo rinsavisce di colpo proprio nell'atto di fare il palo e si ribella al rapinatore e lo blocca e denuncia alla polizia pensa se lo facesse sarebbe da considerare un traditore un supereroe una persona buona o cos'altro perchè sarebbe una persona buona anche se assecondasse il rapinatore perchè c'è un vincolo di promesse tra di loro ma tu pensa però per un attimo se il palo fermasse il rapinatore tu pensalo solo per un secondo tu pensa tu pensa se l'avesse davvero fatto, il palo, di fermare il rapinatore. Avrebbe potuto e dovuto fermarlo prima che fosse tardi.

Poi però cammino per strada e due muratori parlando tra loro dicono Minchia ma hai visto il Real che ha preso pure Benzema? e allora mi ricordo che in fin dei conti se sento la parola PALO la prima cosa che mi viene in mente è Zidane il 28 Maggio 1997 che nel primo tempo da fuori area rasoterra prende in pieno il palo alla destra del portiere del Borussia Dortmund.

Pensate che abbia dovuto controllare la data su internet? Poveri sfigati.
urlato con poesia da: kondi alle ore 17:04 | link | commenti (4)