Sensucht.
Sono stato un bambino tranquillo, da quello che mi viene raccontato. Giocavo spesso da solo, e raramente facevo capricci.
C'è stato però un giorno (episodio storico della mia aneddotica familiare) che ho fatto una scenata per farmi comprare un gioco da tavolo, al supermercato. Non ricordo che gioco fosse, né mio padre ha saputo aiutarmi a ricordarlo. Addirittura non penso poi nemmeno di averci mai giocato.
Ricordo quant'ero felice che me l'avessero comprato, e poi ricordo anni dopo quando l'ho regalato per qualcosa tipo beneficenza, un giorno che mettevo a posto la camera.
Non volevo quel gioco: volevo volere quel gioco.
Sensucht, appunto.
Sublime.
Mi ricordo che in spiaggia in Sicilia una volta ho visto una tromba d'aria, sul mare. Nella mia testa mi chiedevo se sarebbe mai arrivata a riva, se mi avrebbe spazzato via e se in quel caso sarei morto. Però stavo lì, continuavo a guardarla.
Ero affascinato dalla mia paura, e da tutte le sensazioni correlate.
Sublime, appunto.
Per un periodo ho pensato che avrei potuto tatuarmi queste due parole. Ma io non farò mai un tatuaggio, non li capisco. Se mi piace un disegno o una frase mi faccio fare una bella maglietta. Mi sembra meno invasivo, no?
Sì dai, mi faccio fare una maglietta, magari dei Ramones.