IL GIOVANE KONDI

Voi fate come volete. Io sono a mio agio a non essere a mio agio.

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alla fine...

mi avete amato *loading* volte
giovedì, 29 novembre 2007



Io guidavo e mia madre era seduta nel posto del passeggero. Dietro, mia sorella.
Togli la freccia, ha detto mia madre. Non avevo la freccia e non capivo perchè me l'avesse detto. E l'ho anche detto a lei, che non capivo. Se non hai la freccia cos'è questo rumore, mi ha risposto lei.
Nell'autoradio c'era Norwegian Wood dei Beatles, tratta dall'Anthology, ed era il charleston di Ringo Starr, quello che mia madre scambiava per una freccia.

La freccia serve per girare, ma io non stavo girando. Non l'avevo nemmeno in programma.

Quella versione di Norwegian Wood ce l'ho in una compilation che mi ha fatto Jaka. Suddetta compilation alla traccia numero 9 (Hey Joe fatta dai Byrds) inizia a saltare. Un gran peccato.

Ma comunque Norwegian Wood è la traccia numero 2, e posso sentirla e ciò è cosa buona, perchè mi piace molto. Solo che ora ogni volta che ci penso mi viene in mente che il charleston di Ringo Starr sembra una freccia. Non degli indiani, che serve a far male, ma dell'auto, che serve a svoltare.
urlato con poesia da: kondi alle ore 01:58 | link | commenti (4)
venerdì, 23 novembre 2007



L'altra settimana ero in mensa con Leo, ma non avevo soldi e mi ero portato dei panini da casa. Quindi lui aveva davanti una pizza margherita e un piatto di patate al forno, io due panini.

Apro una piccola parentesi: i miei panini erano molto buoni. Avevo spalmato su una fetta del patè d'olive, e sull'altra maionese, e il ripieno era prosciutto cotto sottiletta e insalata verde. Chiusa parentesi.

Avevo avvolto i panini nella carta stagnola, e quando ho finito di mangiarli ho appallottolato i fogli di alluminio. È venuta fuori proprio una bella palla, e ho pensato che alle elementari avrei dato un braccio per poter avere una palla così bella di stagnola per giocarci a calcio in corridoio.

Poi Leo mi ha chiesto se volevo finire le sue patate al forno, e io ho pensato gnam! e me le sono finite. E mentre andavamo via ho fatto finta di essere Michael Jordan e ho fatto canestro con la palla di stagnola nel cestino.
Nessuno mi ha osannato.
urlato con poesia da: kondi alle ore 19:01 | link | commenti (7)
lunedì, 19 novembre 2007



Guarda, non c'è da darsi tanta pena.
In fondo quella che è appena finita è stata una domenica senza calcio. Oggi pomeriggio mi sentivo spaesato anch'io, ma poi ho pensato che basta aspettare sette giorni, e poi ancora sette. Passano gli anni così, sai? Tra una domenica senza calcio e l'altra alla fine è passata la mia adolescenza. Non vuoi mica che ci si incontri una domenica mattina a messa, no? Lì sì che ci sarebbe realmente da preoccuparsi.
Una domenica senza calcio ti sottolinea quanto il calcio sia bello ed importante. Un po' puoi anche starci male, ma senza uscire di testa che davvero non ne vale la pena.

Anche Hugh Grant nonostante i casini passati continua a farsi beccare dai paparazzi. Guarda che foto, è di pochi mesi fa. Non so se lui ami il calcio, di sicuro direbbe anche lui che una domenica senza calcio altro non è che un bisogno insoddisfatto.

(qui non parlo solo di calcio, mi hai capito? il calcio simboleggia altro, ma io non lo so cosa sia quest'altro. quello lo puoi sapere solo tu)
urlato con poesia da: kondi alle ore 01:58 | link | commenti (11)
mercoledì, 14 novembre 2007



Ma perchè lo stato deve tutelare i suoi cittadini? Se uno si vuole fare male, perchè non può farlo?
Io recinterei una zona di fianco agli stadi cosicchè gli ultras possano picchiarsi in santa pace. Pagando il biglietto, eh.

E poi non ho molto altro da dire su quello che è successo in questi giorni, se non che dopo la morte di quel ragazzo, domenica hanno posticipato le partite di dieci minuti. E meno male, così il mio ritardo è stato annullato e sono arrivato al bar giusto per vedere il calcio d'inizio.

E poi io non mi sento tutelato da persone che hanno delle armi. Perchè sono persone, come noi, e potenzialmente siamo tutti pazzi. Ma loro sono potenziali pazzi con una pistola.
Che paura.

(ne ho da dire contro tutti, poliziotti e ultras)
urlato con poesia da: kondi alle ore 17:11 | link | commenti (2)
giovedì, 08 novembre 2007



E mentre cercavo di addormentarmi la notte scorsa le braccia continuavano ad incastrarsi sotto il cuscino e il sangue non circolava più. Quindi mi sembrava sempre che me le avessero tagliate e poi mi accorgevo che invece erano solo addormentate e allora avevo paura di fare movimenti bruschi e rompermi l'ulna o il radio senza nemmeno accorgermene subito. Allora muovevo le braccia cercando di far tornare il sangue ma mi prendeva L'Insopportabile Formicolìo e mentre cercavo di addormentarmi il tutto era davvero molto fastidioso.

Poi l'indomani, quindi oggi, sono uscito di casa e tutti facevano le loro cose come se niente fosse successo. Anche io, e infatti non è che fosse succeso qualcosa. Una signora sul pullman chiedeva a qualcuno nel telefono con chi gioca la Juve domenica? ma quel qualcuno non lo sapeva.

Col Parma in trasferta. Io lo sapevo, e avrei anche potuto dirglielo. Dopotutto quella signora non aveva nessuna colpa.
urlato con poesia da: kondi alle ore 01:16 | link | commenti (6)