Stamattina lascio la macchina dal meccanico per far la revisione. E dopo torno a casa a piedi.
Cammino sovrappensiero, afflitto da tutte le preoccupazioni di questa tardo-adolescenza contraddistinta da reale impotenza, quando, dalla macchina posteggiata affianco a me, qualcuno spara un paio di energici colpi di clacson, facendomi sobbalzare e spaventare.
Ma che cazzo ti suoni?!?, penso, e anche quasi traduco in parole. Mi sporgo verso il finestrino per identificare l'eventuale interlocutore del mio imprecare, ma mi fermo immediatamente.
Nel sedile del guidatore c'è seduta una donna sulla sessantina d'anni, e in braccio ha una bambina sulla dozzina di mesi. Ridono insieme, e ogni tanto la bambina dà qualche manata sul clacson.
Io però, mi viene da pensare adesso, mi sono spaventato davvero, bambina o non bambina.
Il fatto è che non esiste niente di assoluto, e viviamo solo di momenti, da valutare sempre in rapporto alle circostanze.