IL GIOVANE KONDI

Voi fate come volete. Io sono a mio agio a non essere a mio agio.

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alla fine...

mi avete amato *loading* volte
giovedì, 21 giugno 2007



E così, oggi è arrivata l'estate.
L'unica mia vacanza certa è quella che inizia oggi, ed è una vacanza da questo mio diario segreto. Però sarei molto contento se nei commenti di questo post mi raccontaste le vostre, di vacanze. Così, giusto per farmi sentire che mi volete bene.
Davvero, ci conto.

Ora vado a farmi un caffè, così mi sveglio un po'.

Ci si sente in prossimità dell'autunno, che poi non manca neppure molto, se ci pensate.
Ciao a tutti, buone vacanze.
urlato con poesia da: kondi alle ore 11:38 | link | commenti (25)
lunedì, 18 giugno 2007


Questa storia non potevo farmela scappare.
C'è questo ragazzo che aveva da sempre cullato il sogno di fare il pompiere. Non essendoci riuscito, negli ultimi anni era diventato un piromane che dava fuoco alle auto e poi, come volontario ausiliare, andava a spegnere gli incendi insieme ai pompieri.

Pensavo di non trovare le parole, ma in questa storia c'è tutto: il fuoco della passione, l'autodistruzione nel seguire un sogno a testa bassa, la disillusione non accettata.

Ricorda molto il personaggio di Grisù: il draghetto di quel cartone animato che voleva fare il pompiere e lo ripeteva alla nausea; ma poi, per la sua natura di drago sputa-fuoco, finiva per ottenere sempre l'effetto contrario.

E poi anche una battuta del film Pompieri.
Cameriera (molto prosperosa): Pompieri?
Boldi: No, pompoggi!
urlato con poesia da: kondi alle ore 03:31 | link | commenti (6)
martedì, 12 giugno 2007


Ero sul tram, ieri.
Un distinto signore sale e con accento romano chiede ad alta voce se qualcuno ha un biglietto da vendergli. Una ragazza ce l'ha, e glielo vende.
La fermata dopo salgono i controllori, e una ragazza nera scatta per uscire ma i controllori la bloccano. Seguono attimi concitati. Di spintonamenti, quasi. Il tutto accade di fianco a me, che sono seduto, e la ragazza, divincolandosi, mi dà una gomitata sulla spalla.
Mi alzo per scendere alla fermata di casa mia, ma quando arrivo in prossimità delle porte il tram fa una frenata brusca, e il signore romano mi frana addosso. Meno male che ho trovato un biglietto, mi dice, subito dopo essersi scusato. Già, dico io. Il problema è che, qui a Torino, la sera, i biglietti per il tram non si trovano, conclude lui. E io poi scendo.

Bianchi o neri, onesti o disonesti, uomini o donne.. Tutti mi urtano.
urlato con poesia da: kondi alle ore 13:50 | link | commenti (8)
mercoledì, 06 giugno 2007



Quei giorni che non vorresti alzarti dal letto e il collo fa male perchè hai dormito storto e il dentifricio in bagno è finito e la pasta viene fuori scotta e la maglietta preferita è sporca e i capelli stanno fuori posto e fuori fa più caldo di quanto pensassi e il self service del benzinaio non prende i cinque euro e i semafori sono tutti rossi e l'accendino si scarica e non trovi posteggio e il caffè è troppo zuccherato e l'aula è troppo piena e inciampi per le scale e nel portafogli non ci sono soldi e non c'è più carta igienica e nella doccia esce acqua fredda e la birra è solo schiuma e quel cd non si trova più e sbagli i congiuntivi e non finisci ordinatamente un pensiero.

Quei giorni in cui vedi in tv che Paris Hilton è finita in carcere e sai che dovresti odiarla ma non puoi frenare l'impetuoso slancio di compassione ed empatia che ti porta a commuoverti vedendola in lacrime varcare la soglia del penitenziario di Lynwood.

Lo so che hai paura, Paris. Ne ho anch'io moltissima.
urlato con poesia da: kondi alle ore 13:58 | link | commenti (14)
domenica, 03 giugno 2007



Quando i ragazzi vedono una ragazza con le tette grosse, le guardano le tette. Ma ci avete mai pensato che una ragazza con le tette davvero grosse non può dormire prona? Cioè, provateci voi a dormire con 3 o 4 cuscini sotto il petto. Non si può, non ci si riesce. Oppure, provateci voi a dormire senza mai mettervi proni. Non si può, non ci si riesce.

Prono significa sdraiato sulla pancia, mentre sulla schiena si dice supìno. Quand'ero piccolo facevo confusione tra queste due parole, poi ho capito che la parola prono ha la stessa iniziale della parola pancia, e lo stesso vale per supìno e schiena. Bello questo trucchetto, vero?

Tette, tette, tette, tette, tette, tette, tette. E sono sette.
(non sapevo come finire il post, allora ho inventato questa formula magica che nelle mie intenzioni serve a far incazzare qualche femminista)
urlato con poesia da: kondi alle ore 20:09 | link | commenti (16)